DEMOCRAZIA o DEMOLIGARCHIA?
La Democrazia è il principio cardine di ogni società civile. L’espressione del voto di un elettore si traduce nell’elezione di un candidato ad una carica parlamentare. L’operato del Parlamentare eletto è l’espressione diretta del voto democratico.
Il capo del Governo (per i posteri siamo l’11 marzo 2009) vuol “aumentare l’espressione democratica” delegando al capogruppo parlamentare il diritto di voto di ogni appartenente al gruppo, adducendo motivazioni riguardanti lo snellimento degli iter.
Due gruppi musicali: un gruppo musicale di 5 trombe di pari livello tecnico-espressivo e un gruppo di 5 strumenti diversi. Nel primo caso l’omogeneità del gruppo consentirebbe la delega ad uno solo dei 5 musicisti ad eseguire qualsiasi voce melodica, mentre nel secondo caso ogni elemento del gruppo è responsabile dell’armonia dell’ensemble. Il secondo gruppo è potenzialmente molto più interessante del primo e può spaziare fra più generi musicali.
Cosa vuol fare il capo del Governo? Vuol cercare di armonizzare le voci di ogni gruppo parlamentare imponendogli il silenzio, vuole eliminare il dibattito parlamentare e distruggere l’interplay tra i musicisti del Parlamento.
Tutto questo porterà alla cancellazione del voto democratico e porterà ad una pericolosa oligarchia. Parole pesanti, troppo pesanti per restare in silenzio.